Cavalieri, Il codice e le regole di condotta

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I cavalieri appartenevano al secondo ordine della società (i bellatores), mentre il primo ordine era costituito da coloro che avevano il compito di pregare (oratores) ed il terzo da coloro che avevano il compito di lavorare (laboratores).

Al fine di contenere la violenza di molti guerrieri, alcuni vescovi della Francia sud-occidentale ed alcuni monaci fecero ricorso alle paci di Dio: essi convocavano una pubblica assemblea in cui tutti giuravano di mantenere la pace, impegnandosi in particolare a non colpire chi non portava le armi (contadini, pellegrini, uomini di Chiesa).

Nato negli anni settanta del X secolo, il movimento delle paci di Dio si diffuse nel resto della Francia ed in altre regioni europee nel secolo XI quando, in numerosi concili vescovili, si stabilì anche la tregua di Dio.

Il cavaliere era un miles Christi, soldato di Cristo, che serviva legittimamente Dio anche con le armi, anzi morire per la difesa della fede cristiana era un mezzo per conseguire la salvezza eterna.

Il cavaliere trascorreva in una cappella la notte precedente l’investitura, in meditazione e preghiera, e indossando una veste bianca segno della purezza da conseguire.

L’addobbamento del cavaliere era all’inizio un rito molto semplice: davanti a testimoni, il signore consegnava la spada, in precedenza benedetta, e il cinturone e gli dava uno schiaffo sulla guancia col palmo della mano, o gli dava un colpo sulla nuca con la spada di piatto.

Il nuovo cavaliere, che stava in atto di preghiera, dimostrava così di essere pronto a superare le fatiche e i pericoli delle battaglie. I cavalieri si misuravano anche in competizioni chiamate giostra e torneo.

Dal secolo IX si assistette, anche per effetto della generale ricostituzione della società europea, ad un ingentilimento dei costumi dei cadetti, che si professavano protettori dei deboli, delle vedove e degli orfani, devoti ad una domina (da cui il nostro donna) alla quale prestavano giuramento di fedeltà e in nome della quale compivano le proprie gesta. Spesso vi era un collegamento col concetto di amor cortese.

In generale il codice cavalleresco, cosa che poi ha contraddistinto il concetto di “cavaliere” nell’immaginario collettivo, ruotava intorno ad alcuni valori e norme di comportamento, come la virtù, la difesa dei deboli e dei bisognosi, la verità, la lotta contro coloro che venivano giudicati malvagi e gli oppressori, l’onore, il coraggio, la lealtà, la fedeltà, la clemenza e il rispetto verso le donne.

Fonte testo : Wikipedia

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