Equus ferus caballus

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La evoluzione del cavallo è cominciata dai 55 ai 45 milioni di anni fa e ha portato dal piccolo Hyracotherium con più dita, al grande animale odierno, a cui rimane un unico dito. L’essere umano ha iniziato ad addomesticare i cavalli più tardi rispetto ad altri animali, attorno al 5.000 a.C. nelle steppe orientali dell’Asia (il tarpan), mentre in Europa lo si iniziò ad addomesticare non prima del III millennio a.C.

I cavalli della sottospecie caballus sono tutti addomesticati, sebbene alcuni di questi vivano allo stato brado come cavalli inselvatichiti, diversi dai cavalli selvaggi che, invece, non sono mai stati addomesticati.

La testa del cavallo può essere di colore uniforme o con chiazze bianche che possono essere classificabili in:

La stella è una piccola macchia bianca a forma di rombo e ben definita sulla fronte del cavallo.

Il fiore è una piccola macchia bianca non ben definita sulla fronte del cavallo.

La lista è una lunga striscia bianca e stretta che, solitamente, parte dal ciuffo e arriva al naso ma può essere anche interrotta prendendo il nome di lista incompleta, oppure larga prendendo il nome di stella prolungata.

La lista in bevente è uguale alla lista ma si prolunga fino alla bocca e può cadere di lato.

La striscia: lunga e stretta striscia bianca che parte dal ciuffo e va a finire un po’ sopra la bocca. Contorni abbastanza definiti.

Il taglio: piccola macchia bianca in mezzo alle narici del cavallo, al di sopra della bocca. Contorni solitamente ben definiti e abbastanza visibili.

Il bevente in bianco è una macchia bianca che interessa una o entrambe le labbra, chiamata anche infarinatura se si estende al di sopra delle narici.

La bella faccia è una macchia bianca che comprende tutto il muso e, spesso, uno o entrambi gli occhi che diventano azzurri.

La testa in più è protetta dalla cosiddetta criniera, un ammasso di capelli che servono a proteggere la testa e il muso del cavallo dagli agenti atmosferici e dal freddo.

La testa e il corpo del cavallo possono presentare dei remolini ovvero dei punti in cui il pelo cambia direzione e possono essere classificabili in:

Remolino semplice che si dirama intorno ad un punto centrale e sembra un piccolo vortice;

Remolino spigato è una linea centrale che separa un tratto di peli indirizzato verso l’alto e un tratto verso il basso;

Remolino sinuoso è un remolino la cui linea di separazione non è dritta ma a S mandando un ciuffo verso l’alto.

L’occhio, talvolta, può essere circondato da una sclera bianca e viene chiamato, in questo caso, occhio umano. È tipico della razza americana appaloosa.

I crini di cavallo maschio possono essere usati per gli archetti dei violini.

Il mantello (o manto) è il complesso dei peli che rivestono il corpo del cavallo, proteggendolo dagli agenti atmosferici.

Il suo colore e disegno è l’elemento tra i più significativi nella distinzione tra i soggetti, ogni animale, anche se apparentemente sembra dello stesso colore, nel mantello ha caratteristiche e particolarità che servono per il suo riconoscimento.

Alcune razze hanno mantelli caratteristici. A volte può risultare difficile determinare l’esatta classificazione di un mantello. Fenotipicamente possiamo suddividere i mantelli in:

Semplici: monocromatici
Composti: a due colori separati; a due colori mescolati; a tre colori mescolati
A due pelami: a componente bianca
I mantelli base sono:

Baio: Il baio presenta crini ed estremità nere e corpo marrone in tutte le sue gradazioni. Il baio, essendo il mantello ancestrale del cavallo (gene Agouti), è il più diffuso.
Morello: È un manto completamente nero che caratterizza alcune razze, come il Frisone e il Murgese; il morello (gene E) è dominante autosomico nei confronti del sauro (gene A).
Sauro: È marrone rossastro o color zenzero. Può variare dal marrone chiaro ai colori più scuri. La coda e la criniera sono dello stesso colore del mantello, o leggermente più chiari o più scuri.

Fonte : Wikipedia

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