Il metaverso entra nel settore equestre

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Una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. Questo è quanto scrive wikipedia.

Quando lo abbiamo saputo da utenti proprietari di cavalli, pensavano alla consueta boutade, invece è tutto vero tant’è che anche la FISE è partner di questo progetto.

Metaverso (in inglese metaverse) è un termine coniato da Neal Stephenson in Snow Crash (1992), libro di fantascienza cyberpunk, scrive Wikipedia.

come un’immensa sfera nera di 65536 km (216) di circonferenza, tagliata in due all’altezza dell’equatore da una strada percorribile anche su di una monorotaia con 256 (28) stazioni, ognuna a 256 km di distanza. Su questa sfera ogni persona può realizzare in 3D ciò che desidera, negozi, uffici, nightclub e altro, il tutto potenzialmente visitabile dagli utenti.

Quella di Stephenson è una visione futuristica dell’internet moderna, frequentata dalle fasce della popolazione medio alte, dove la differenza tra le classi sociali è rappresentata dalla risoluzione del proprio avatar (da quelli in bianco e nero dei terminali pubblici, a quelli in 3D dei ricchi), e dalla possibilità di accedere a luoghi esclusivi (come ad esempio il Sole Nero).

Nell’ambito equitazione ci aspettiamo ben altro, soprattutto vivere il cavallo e gli sport dal vero e non dei surrogati metaversici su internet.

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