Il Pegaso, un simbolo della vita spirituale

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I più antichi cavalli alati rappresentati sembrano essere di origine orientale. Appaiono sui sigilli assiri nel XIII secolo a.C., ma in assenza di altri elementi, è impossibile sapere se hanno una qualche relazione con Pegaso.

Secondo il germanista francese Marc-André Wagner, il cavallo alato apparve per la prima volta nei proto-ittiti: è quindi originario dell’antico Oriente. In questa regione, gli animali associati ai fulmini erano i tori, sostituiti poi dai cavalli alati.

Pegaso sarebbe il recupero greco del mito asiatico.

Il cavallo alato è diventato molto comune nelle mitologie, e ancora di più nelle antiche opere d’arte.

Ludolf Malten, filologo tedesco, ritiene che il mito del cavallo alato associato ai fulmini abbia preso forma verso il II e il III millennio a.C. in Asia Minore, parallelamente alla diffusione del cavallo domestico.

Pegaso è di gran lunga il più noto tra i cavalli alati, al punto che il suo nome è arrivato a definire le creature di questo tipo nell’araldica, nei mondi fantasy o nei giochi di ruolo.[

Tuttavia, esso non è l’unico cavallo alato la cui storia, scritti e miti hanno conservato il nome.

La prima rappresentazione attestata di Pegaso risale al VII secolo a.C.: è una lotta a terra contro la Chimera. Dalla metà del VII secolo a.C., Pegaso è rappresentato in volo, che rimane la regola fino al periodo arcaico, dove è spesso solo a combattere contro la Chimera.

Nelle vecchie rappresentazioni può apparire senza ali, il che rende difficile l’identificazione.

La sua iconografia potrebbe essere stata influenzata da quella di Ippogallo, creatura ibrida mezzo gallo e mezzo cavallo.

Pegaso è rappresentato principalmente da solo, o accompagnato da Bellerofonte che combatte la Chimera, nel qual caso la più classica illustrazione mostra l’eroe in sella, brandendo una lancia di fronte al mostro.

Una tradizione dell’era arcaica vuole che l’eroe scenda da cavallo prima di combattere. Troviamo rappresentazioni nell’antica arte greca mettendo in scena la lotta contro la Chimera.

Pegaso è rappresentato anche accanto alle Muse, quando è nato da Medusa, catturato vicino alla fontana di Pirene o ancora abbeveratosi da quest’ultima.

La Periegesi della Grecia di Pausania attesta che Pegaso era una figura ornamentale nell’antica arte: a Corinto, dove ne avevano reso un culto eroico di Bellerofonte, una statua dell’eroe e il cavallo Pegaso che decorava il tempio di Poseidone.

“La fontana più importante di Corinto” era un Bellerofonte posto vicino ad Artemide, montato su Pegaso, con l’acqua che usciva da uno zoccolo del cavallo.

Il cavallo alato viene spesso associato all’elemento dell’aria e ai fulmini, per via della leggerezza della sua corsa e della ricchezza del suo respiro; le sue ali lo rendono un mezzo di trasporto per gli umani tra i diversi mondi, rappresentando anche l’immortalità.

Il mito fu ripreso dai Romani che ne fecero delle aggiunte prima dell’ascesa del cristianesimo, specialmente nel simbolismo psicopompico e nella sua associazione con l’imperatore Augusto.

Il cavallo alato è anche l’emblema di diverse legioni romane come Legio II Adiutrix o Legio II Augusta.

Fonte : Wikipedia

Foto copertina per gentile concessione di : mitografias.com.br

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