Reading Time: 2 minutes read

Il superare un ostacolo è in gran parte una questione di fiducia in se stesso da parte del cavaliere. Nessun altro campo dell’equitazione ha fatto nascere più teorie del salto ostacoli, poiché non ci sono due cavalli che saltano nello stesso modo, né ci sono due uomini che cavalcano nella stessa identica maniera.

I requisiti principali in un cavallo che deve superare un ostacolo correttamente sono la conformazione, la forza e l’energia. Qualsiasi cavallo, in libertà, salterà qualsiasi cosa se è spaventato o incalzato. Ma deve essere addestrato per saltare agli ordini del cavaliere e con il suo peso.

Un cavallo non comprende, di certo, direttamente lo stato d’animo del cavaliere. Ma riconosce pienamente la mancanza di fiducia di un cavaliere che, arrivando sull’ostacolo, si irrigidisce, si muove sulla sella o preme contro la bocca del cavallo; ed è questa mancanza di sicurezza, così trasmessa al cavallo, che induce l’animale a esitare, rifiutare o scartare.

Un addestramento di successo per il salto, in breve, richiede non solo tempo e pazienza, giusto impiego di energie fisiche e psichiche, attenzione al ritmo del respiro dell’animale, un peso leggero gradualmente aumentato sino al normale carico che deve essere portato e frequenti periodi di riposo per evitare l’affaticamento.

Non meno essenziali sono la fiducia del cavallo nella propria potenza e nel cavaliere; la fiducia del cavaliere nel suo cavallo senza alcuna inopportuna interferenza.

Quando il cavallo ha buone prestazioni al passo, al trotto e al galoppo, spesso è molto utile, prima di iniziare con il salto ostacoli, prendere confidenza con alcune delle così dette figure di maneggio, come la tagliata, il cambio di direzione, il circolo e l’otto, la volta e la mezza volta. Queste vengono affrontate con gradualità, prima al passo, poi al trotto, poi al galoppo.

Durante questi movimenti, allo stato attuale di preparazione del cavaliere, il cavallo è mantenuto su una linea retta per mezzo dell’”effetto laterale”.

Correttamente, però, questo dovrebbe avvenire per mezzo dell’”effetto diagonale”, con cui si dà per scontato che il cavaliere tipo non abbia familiarità e che non dovrebbe cercare di usare finché non abbia superato l’addestramento graduale che appartiene a questo ramo dell’equitazione. Perciò, i dettagli di queste figure sono annoverati nei capitoli che riguardano l’equitazione scientifica.

Fonte : Wikipedia

Share